Analisi di mercato: Stati Uniti

Analisi di mercato: Stati Uniti

Il Centro Sperimentale del Mobile ha realizzato una serie di ricerche di mercato approfondite su paesi che hano rapporti con la Regione Toscana

Un potenziale di crescita ancora inespresso, soprattutto nella costa est degli Stati Uniti, a Miami e a New York. Investire in comunicazione e adattarsi alle esigenze dell’interlocutore e del mercato sono i due principi guida.

Questi i risultati della ricerca “Le opportunità di mercato per l’industria toscana del mobile in Usa”, l’indagine promossa dal Consorzio Casa Toscana e dalla Regione Toscana, ed effettuata dal Centro Sperimentale del Mobile nel 2005 per approfondire le potenzialità presenti nel bacino statunitense.

La ricerca si è svolta dal 19 febbraio al 6 marzo 2005 in Usa. In questo periodo il gruppo di lavoro, composto da Irene Burroni, Fabio Maroncelli e Angelo Minutella, ha svolto un’indagine sul mercato statunitense raccogliendo informazioni attraverso visite dirette negli showroom. Sono state  42 le strutture visitate, di queste 6 a San Francisco, 6 a Los Angeles, 11 a New York, 7 a Miami. Ed ancora, il gruppo ha visitato 7 catene di distribuzione e 5 design center. Altro strumento di lavoro sono state le ricerche dell’Ice, Economia & Management e le riviste specializzate.

Nell’East Coast, vale a dire New York e Miami, esiste un potenziale di crescita ancora tutto da sfruttare. Mentre in queste due città, come confermano gli stessi rivenditori delle aree visitate, c’è un forte potenziale per il prodotto moderno di marche non ancora note e per il mobile ecologico, è nelle grandi città dell’interno  - Denver, Dallas, Seattle - che si svilupperà in futuro la cultura del design.

Dati 2005

Il Pil pro capite negli Usa è di circa 37.600 dollari annui, con un import pro-capite di prodotti italiani di alta gamma di 6.72 dollari annui. Un valore ben inferiore a paesi, per fare un esempio, come la Gran Bretagna, dove l’import pro capite di prodotti italiani di alta gamma è di 22,9 dollari annui. Questo nonostante il Pil procapite in Inghilterra sia di 25.000 dollari annui, più basso dunque rispetto agli Usa. Circa il 25per cento dei nuclei familiari indica il contemporaneo e l’high tech come stili di arredo che riflettono i loro gusti. Infine, i Green Building Standard non sono ancora obbligatori, ma vengono forniti incentivi finanziari alle aziende che li rispettano.

Le previsioni che vengono fatte dagli operatori delineano una crescita della cultura del design. I rivenditori intervistati dal Centro Sperimentale già contano su una clientela in grado di riconoscere l’alto valore qualitativo e culturale del prodotto italiano, in particolare toscano, che ha un valore sia di contenuto - ovvero nel design, nei materiali, nelle forme proposte - che culturale. Del prodotto si apprezza e si riconosce ciò che lo lega alla tradizione produttiva, al territorio, alla manodopera locale.

Secondo le indicazioni della ricerca, l’impresa toscana del mobile per radicarsi negli Usa deve potenziare la comunicazione, la propria capacità di adattarsi alle necessità dell’interlocutore, la capacità di fornire servizi e supporti alla vendita specifici per quel mercato. Negli Usa infatti gli investimenti in comunicazione hanno un’importanza superiore rispetto ad altri mercati. Le due tipologie di acquirenti, il cliente privato e il professionista, risultano entrambi influenzati enormemente dalle attività promozionali e pubblicitarie delle aziende, scelgono i prodotti facendo uso di riviste di settore e di Internet. Altri punti di forza dell’azienda che vuole essere presente nel mercato Usa sono la tempestività della risposta, la completezza della comunicazione e il costante aggiornamento, nei campionari e nei cataloghi.

Il settore casa/arredo rappresenta il 10,4per cento del totale importato dagli Stati Uniti dall’Italia, per un valore di 922 milioni di dollari. Nel 2004 sono state buone le performance per gli oggetti di illuminazione (+10per cento), le piastrelle (+6,45per cento), le biancheria per la casa (+21,15per cento), leggero decremento invece per l’import del mobile (- 2,4%). L’Italia risulta essere il terzo paese in termini di valore importato, dopo Cina e Canada, per quanto riguarda i prodotti d’arredo con un aumento percentuale dal 1997 al 2002 del 70 per cento. Nello stesso periodo di riferimento c’è stata una crescita importante di Thailandia, Brasile, Romania, Polonia, India, paesi a basso costo, e un aumento determinante delle cosiddette ‘Tigri asiatiche’, in modo particolare della Cina che ha avuto una variazione del 359per cento. Una crescita quest’ultima che ha avuto un peso maggiore nella West Coast, mentre New York e Miami non hanno risentito della concorrenza dei prodotti provenienti dalla Cina.

 

 

 

 

 

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