Metti il pouf al recupero

Metti il pouf al recupero

Dal jeans, dal legno, dai filati recuperati dagli scarti delle produzioni artigianali brasiliane nascono pouf, divani, porta riviste, lampade da tasca. E’ Design Possibile un progetto promosso dal Corso di Laurea in Disegno Industriale dell’Università di Firenze, dalla Universidade Mackenzie di San Paolo e dal Consorzio Casa Toscana - Centro Sperimentale del Mobile
Metti il pouf al recupero

Dal jeans, dal legno e dai tessuti di recupero delle aziende del Brasile sono nati oggetti del quotidiano. Pouf, divanetti, lampade da tasca e porta riviste disegnate dagli studenti in design italiani e brasiliani. Con un unico comune denominatore: hanno usato materiali di scarto per creare un punto di contatto tra la produzione artigiana delle aree periferiche metropolitane del Brasile e le aziende del mobile e del complemento della Toscana.

E’ Design Possibile, una collaborazione Italia- Brasile che è stata presente al Salone del Mobile di Milano 2005.

Il progetto è stato promosso dal Corso di Laurea in Disegno Industriale dell’Università di Firenze, dalla Universidade Mackenzie di San Paolo e dal Consorzio Casa Toscana insieme al Centro Sperimentale del Mobile con la collaborazione delle Organizzazioni Non Governative brasiliane, punto di contatto con la produzione artigiana locale che impiega materiali recuperati da scarti di produzione. Tra le ONG c'erano Florescer (riuso jeans), Aldeia do Futuro (riuso tessuti in genere) e Monte Azul (riuso carta e legno).

L’obiettivo: arrivare alla realizzazione di alcuni dei prodotti immaginati dai giovani designer.

Nella seconda parte del progetto sono state coinvolte aziende toscane e designer di fama internazionale.

Quattro sono stati dunque i punti di forza di questo progetto fortemente innovativo. Ovvero la lavorazione su prodotti destinati a mercati sensibili all’etica oltre che al design, la partecipazione delle ONG che operano sul riuso dei rifiuti, la collaborazione tra strutture produttive toscane e l’artigianato brasiliano, la collaborazione a distanza tra studenti di diverse Università.

La prima fase di Design Possibile si è concretizzata nella presenza al Fuori Salone di Milano, nello spazio Ibrit Istituto Brasile – Italia in via Borgogna 3, dal 13 al 18 aprile 2005. Qui sono stati presentati i primi prodotti nati dalla collaborazione. Tra questi c'erano sono Ziper, un cuscino pensato da Marcio Andretta, un imbottito con jeans di recupero rivestito con un rete con tessitura a nodi. I filati non hanno una sola composizioni, ma hanno diverse origini, dal cotone alla seta al lino. Trapézio: il portariviste di Sidney Matos, legno e tessuto sono i materiali usati. Il legno era composto da listellini di varie tipologie. MAGo: il portariviste di Danilo Caldeira, in legno. Blue Light: la lampada da tasca in jeans di recupero di Francesco Taviani. oMo: di Maddalena Vantaggi, un pouf “di compagnia” in jeans di riciclo. The cube: la poltrona di Elisa Puccini in jeans e legno di recupero dove i materiali in legno utilizzati diventano i braccioli della poltrona.  Uma Otra Gamba: il pouf angolare di Laura Passalacqua in cui è stato impiegato l’intero tamburo del jeans di recupero.

Design Possibile ha avuto implicazioni etico-sociali con il recupero e la valorizzazione dei saperi delle comunità locali, nonchè con l’integrazione di gruppi sociali più deboli, la creazione di nuove e più stabili possibilità occupazionali e con il contenimento della povertà. Non solo, Design Possibile ha avuto implicazioni legate alla sostenibilità ambientale, allo sviluppo di attività di riuso e riciclo dei rifiuti urbani. Il progetto, inoltre, è stto vicino alla produzione grazie allo sviluppo della microimprenditorialità,  alla collaborazione con la realtà economica artigianale e con più giusti canali di commercializzazione.

 

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